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Come regolarizzare le collaborazioni irregolari a partire da gennaio 2016

cococo2016Come già affrontato nei mesi scorsi, il D.Lgs. n.81 del 2015, ovvero il Job Act, ha eliminato la possibilità di ricorso alle collaborazioni coordinate e continuative come forma contrattuale dei rapporti di lavoro, lasciandolo in vigore solo in alcuni casi specifici (per approfondimenti nel merito vedi articolo Consulenza Telematica http://www.consulenzatelematica.it/consulenza-del-lavoro/datore-di-lavoro/253-co-co-co-e-co-co-pro-il-jobs-act-affonda-i-contratti-di-collaborazione.html ).

A partire dal 1 Gennaio 2016 per i datori di lavoro la normativa prevede la possibilità di sanare le situazioni di irregolarità assumendo il collaboratore con contratto a tempo indeterminato, senza incorrere nelle sanzioni per illecito amministrativo commesso per l'errata istaurazione del rapporto di lavoro.

Co.Co.Co e Co.Co.pro: il Jobs act affonda i contratti di collaborazione

jobsCon l'entrata in vigore del D.lgs. 81 del 15 giugno 2015, più conosciuto come Jobs act, viene sancito e definito all'art. 1 che la forma contrattuale tipica del lavoro subordinato è quello a tempo indeterminato.

In questo senso gli sgravi contributivi triennali per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato hanno dato una bella spinta ed abbiamo visto negli ultimi mesi far aumentare con percentuali a doppia cifra l'utilizzo di questa forma contrattuale, che sicuramente dà più stabilita e sicurezza ai lavoratori ed un notevole risparmio per il datore di lavoro visto che la contribuzione INPS a suo carico pesa per oltre il 24% sulle retribuzioni.

La norma di conseguenza boccia le forme contrattuali di "collaborazione" che spesso mascherano veri e propri rapporti di subordinazione, vengono infatti abrogati definitivamente i contratti a progetto, che non potranno essere più stipulati a partire dal 1 gennaio 2016, quelli in essere potranno durare fino alla scadenza.

1 Gennaio 2015: al via le verifiche sulle “false Partite IVA”

falsa piCon il nuovo anno alle porte inizieranno i controlli previsti dalla Riforma Fornero L. 92/2012, introdotti per scongiurare il ricorso alle cosiddette "false Partite IVA" in luogo di rapporti di lavoro di dipendenza a tutti gli effetti.

Gli ispettori infatti potranno far valere la presunzione dell'esistenza di un contratto di lavoro là dove appurassero dei legami lavorativi "anomali" e che potrebbero nascondere una situazione non genuina di rapporto di lavoro autonomo tanto da giustificare l'utilizzo della partita IVA.

Dal 2015 il CUD va in pensione: pronta la nuova CERTIFICAZIONE UNICA

CUDisponibile dal 26 settembre in bozza sul sito dell'Agenzia delle Entrate il nuovo modello di certificazione dei redditi che sostituirà il CUD e le certificazioni da lavoro autonomo a partire dal 2015, redditi 2014.

Un comunicato stampa dell'Agenzia né diffonde la notizia, la CERTIFICAZIONE UNICA comprenderà tutti i redditi, non solo quelli da lavoro dipendente o assimilato, ma anche quello autonomo per cui veniva fatta la certificazione in carta semplice dall'utilizzatore.

Il modello prevede un nuovo frontespizio in cui vanno compilate le informazioni circa il nucleo familiare del contribuente, indicando i familiari a carico che danno luogo a detrazioni per il carico di famiglia.

Quando è esclusa la procedura obbligatoria di conciliazione presso le DTL

EDILECon la circolare 35/2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali vengono forniti chiarimenti su importanti modifiche che il D.L. 76/2013 ha introdotto, in particolare nel campo dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, per cui è previsto l'obbligo di attivare una procedura di conciliazione.

La procedura di conciliazione obbligatoria presso le Direzioni Territoriali del Lavoro introdotta dalla Riforma Fornero ed in vigore da luglio 2012 prevede che, nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, i datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti per unità produttiva/nello stesso comune o più di 60 dipendenti nel territorio nazionale, debbano intraprendere una procedura di conciliazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro competente. Questa azione è volta a ridurre al minimo i contenziosi futuri e a trovare un possibile accordo tra le parti.

On-line il pagamento dei contributi dei lavoratori domestici nel caso di cessazione del rapporto di lavoro

domesticoCon il Messaggio n.13156 del 14 agosto 2013 l'INPS ha attivato la funzione per il pagamento dei contributi relativi ai redditi da mancato preavviso e ferie non godute per i lavoratori domestici nel caso di interruzione del rapporto di lavoro.

Dopo aver comunicato entro 5 giorni dall'evento la cessazione del rapporto di lavoro, accedendo al sito INPS - Per tipologia utente – Cittadino – Lavoratori domestici – Variazione del rapporto di lavoro, o tramite il call - center INPS 803 -164, si possono versare i contributi attraverso il "PORTALE DEI PAGAMENTI", sezione Lavoratori domestici.

Sgravio dei contributi per i datori di lavoro professionisti: precisazioni dalla Cassazione.

assunzione inpsLa L. 407/1990 prevede degli sgravi contributivi per chi assume disoccupati di lungo termine: nello specifico è previsto una riduzione dei contributi per il 50% per un periodo di 36 mesi nel caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati o che ricevono il trattamento di integrazione salariale da almeno 24 mesi.

Tale beneficio è ampliato alla esclusione totale del versamento dei contributi, quindi uno sgravio del 100% per 3 anni, per le imprese che operano nel mezzogiorno e le imprese artigiane, nell'ottica di aiutare settori che evidentemente hanno bisogno di maggiori incentivi.

Riduzione del 50% dei contributi INPS: a chi spetta

inpsCon la Circolare n. 111/2013 l'INPS ha specificato quali sono le categorie di lavoratori che possono beneficiare della riduzione dei contributi per il 50%, così come previsto dalla legge 92/2012 che ha introdotto tali sgravi con decorrenza dal 1 gennaio 2013.

Mancavano però le indicazioni di attuazione, arrivate ora dall'INPS che descrive quali sono le categorie destinatarie del provvedimento:

- Uomini e donne con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre 12 mesi
- Donne di qualsiasi età residenti in zone svantaggiate e prive di lavoro da almeno 6 mesi
- Donne di qualsiasi età che operano nei settori di accentuata disparità occupazionale rispetto agli uomini e disoccupate da almeno 6 mesi
- Donne di qualsiasi età e ovunque residenti prive di impiego da più di 24 mesi.

Modifiche alla normativa sul lavoro della cosiddetta “Riforma Fornero”

forneroIL D.L. 76/2013 ha apportato delle variazioni alla riforma del settore lavoro varata dalla ex Ministro Fornero nel 2012, per dare più flessibilità di entrata nel mondo del lavoro e maggiori opportunità di occupazione.

Nell'ambito dei contratti a termine sono stati ridotti gli intervalli tra un contratto ed il successivo:

- Da 60 a 10 giorni il termine per la riassunzione nel caso di contratti di durata inferiore a 6 mesi
- Da 90 a 20 giorni il termine per la riassunzione nel caso di contratti di durata superiore a 6 mesi

Abolite le visite mediche preventive su minori e apprendisti

visita medicaIl D.L. 69/2013 art. 42 (Decreto cosidetto "del Fare") ha abolito le visite mediche preventive che certificavano l'idoneità al lavoro previste per i minorenni e per gli apprendisti all'atto dell'assunzione.

Quindi tale obbligo decade e non saranno più applicate le sanzioni a carico del datore di lavoro.

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